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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato chiarimenti interni a seguito delle notizie di stampa secondo cui il noto ex diplomatico svizzero Thomas Borer avrebbe proposto la trasmissione di informazioni confidenziali della stessa Procura federale al governo del Kazakistan, per il quale lavora oggi come lobbista. Borer nega qualsiasi atto illegale.

L'MPC ha confermato una informazione in tal senso della dalla "NZZ", che aveva pubblicato un ampio articolo sulla vicenda il 21 gennaio e torna oggi sull'argomento. Scopo dei chiarimenti avviati dal procuratore generale della Confederazione Michael Lauber è di verificare se possa esserci stata una violazione del segreto d'ufficio da parte di dipendenti della Procura federale.

Se si dovessero rilevare "indizi concreti" in tal senso Lauber "agirà in modo inequivocabile e trasmetterà le richieste necessarie alle autorità di vigilanza", cui toccherà poi decidere chi deve condurre l'inchiesta, si legge in una presa di posizione inviata all'ats dal servizio giuridico dell'MPC. Si tratta ora in particolare di esaminare le misure immediate da prendere per far fronte a eventuali pericoli di collusione, prosegue la nota.

Borer, ex ambasciatore di Svizzera in Germania e in precedenza capo della "task force" di Berna sui fondi ebraici in giacenza negli anni Novanta, rappresenta attualmente in Svizzera gli interessi del governo del Kazakistan. Alla "Basler Zeitung" ha così descritto i suoi compiti: "Consiglio il ministero kazako della giustizia nella collaborazione con le autorità elvetiche in rapporto a procedimenti penali riguardanti personalità che hanno frodato il Kazakistan per miliardi e hanno riciclato parte di questo denaro in Svizzera".

A suscitare i sospetti di una violazione del segreto d'ufficio alla Procura federale sono alcune e-mail scambiate nel 2013 tra Borer e uffici del governo del Kazakistan e pubblicate su un sito internet, al quale non si sa come siano pervenute insieme ad altro materiale confidenziale. Secondo quanto riferito dalla "NZZ", Borer, pubblicizzando sé tesso per un mandato di lobbista che ha poi successivamente ottenuto, avrebbe vantato sue supposte entrature nell'MPC, indicando di essere in possesso di "informazioni insider". La maggior parte delle mail, sempre secondo la "NZZ", riguardavano Viktor Khrapunov, ex ministro dell'energia ed ex sindaco di Almaty.

Khrapunov vive con la moglie Leila dal 2008 nel canton Ginevra e ha chiesto asilo in Svizzera dopo aver rotto con il regime del presidente Nursultan Nazarbaiev. La giustizia ginevrina ha aperto nel 2012 nei loro confronti un'inchiesta per riciclaggio su rogatoria del Kazakistan, dove i due sono accusati di essersi arricchiti in modo fraudolento. I coniugi hanno denunciato un procedimento "di carattere politico". Il loro patrimonio era stato valutato tra i 300 e i 400 milioni di franchi dal periodico Bilan.

Thomas Borer nega di aver incitato un dipendente della Procura federale a violare il segreto d'ufficio nell'ambito di questo suo mandato. Alla "Basler Zeitung" dichiara di non aver mai violato il dovere del segreto, né come diplomatico, né come lobbista. "Non istigo neppure alcun funzionario a farlo", aggiunge. Egli rileva d'altro canto di avere accesso, analogamente a un avvocato, a certi documenti e di trasmetterli ai suoi clienti.

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SDA-ATS