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Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha avviato negli ultimi uno-due mesi "quasi una dozzina" di nuovi procedimenti contro presunti simpatizzanti di organizzazioni islamiste.

Lo ha indicato il procuratore generale della Confederazione Michael Lauber in un'intervista diffusa oggi dalla NZZ am Sonntag, precisando che in totale vi sono 33 procedimenti di questo tipo in corso. Lauber ha aggiunto che non vi sono nuove detenzioni.

Non vi sono casi così gravi paragonabili a quello della presunta cellula dell'Isis smantellata nel cantone di Sciaffusa. I tre sospettati in questo caso sono gli unici incarcerati finora, ha aggiunto il procuratore generale della Confederazione.

Per quanto riguarda i nuovi casi, si tratta principalmente di sostegno a organizzazioni islamiste per andare a fare la Jihad in Siria, Iraq, Somalia, Afghanistan e Pakistan ma anche propaganda dell'Isis in Internet, ha precisato.

Questo aumento relativamente importante dei procedimenti negli ultimi tempi è stato provocato da informazioni da parte della popolazione. "La presa di coscienza del pericolo terrorista si è accresciuta ovunque, per questo ci giungono sempre più informazioni", ha spiegato.

"Ho deciso che il Ministero pubblico della Confederazione apra sistematicamente un procedimento penale in caso di dubbio", ha detto. In questi casi sono effettuati anche arresti e perquisizioni.

Per Lauber, occorre sfruttare al massimo le possibilità legali nei casi di terrorismo. "Quando si tratta di terrore, interpreto la legge per preservare la sicurezza", ha puntualizzato.

Non esita quindi "se necessario a utilizzare un cavallo di Troia per sorvegliare un uomo sospettato di terrorismo". Il ricorso a un software spia è attualmente - prima dell'accettazione della nuova legge sulla sorveglianza - una zona d'ombra.

Lauber auspicherebbe un aumento degli effettivi della polizia giudiziaria federale. "Ma non posso dire che le nostre indagini sono ostacolate perché non ci sono abbastanza poliziotti", ha detto.

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SDA-ATS