L'India ha commemorato oggi i dieci anni dai giorni di terrore che, nel novembre 2008, insanguinarono, con 166 morti e oltre 300 feriti, il cuore turistico di Mumbai.

Una manifestazione in onore delle vittime si è svolta questa mattina a Mumbai, con un particolare ricordo per i 18 agenti indiani che persero la vita, combattendo i terroristi asserragliati nell'hotel Taj Mahal, assieme agli ostaggi che minacciavano di sterminare, uno ad uno.

Il massacro durò tre giorni: dopo esplosioni in vari punti della città, che coinvolsero tre hotel di lusso, il Taj Mahal, l'Oberoi e il Trident, un centro di studi ebraici in Nariman House, un ristorante molto frequentato, il terminal della stazione ferroviaria di Chhatrapati Shivaji e la zona commerciale di Chowpatty, un commando di dieci terroristi, armati fino ai denti, si scagliò contro le persone per strada e negli hotel, sparando per ucciderle.

La città restò in stato di guerra per tre giorni, mentre i terroristi, asserragliati all'interno dell'hotel Taj Mahal tenevano in ostaggio 40 persone, tra cui numerosi stranieri. Solo dopo 60 ore, un blitz delle forze indiane riuscì a liberarli.

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