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"Wann ist man ein Mann?" ("Quando si diventa uomini?") è il titolo di una nuova esposizione al museo delle antichità di Basilea dedicata al tema di essere uomini dall'antica Grecia fino ai giorni nostri. Contemporaneamente nella sala delle sculture si potranno ammirare gli antichi sport praticati dagli uomini. Ci saranno importantissimi pezzi d'esposizione, la maggior parte appartenenti al museo.

Essere un uomo non è facile oggi, scrive il direttore del museo, il ticinese Andrea Bignasca, in un opuscolo che viene consegnato ai visitatori all'entrata e che li accompagna durante l'esposizione. Gli uomini oggi combattono con la loro identità e il mettersi in mostra e si pongono molte domande.

Diverso nell'antica Grecia: gli ideali degli uomini e i loro ruoli erano fissati in modo rigoroso e costante sin dalla nascita, le deviazioni erano punite con l'esilio o come minimo con il "mobbing" (forma di molestia psicologica). Oggi invece la società è più complessa e i dibattiti più aperti, ma gli antichi modelli ci influenzano ancora.

Nell'esposizione, che aprirà domani e si protrarrà fino al 30 marzo, i visitatori possono osservare un immaginario cittadino dell'antica Atene dall'infanzia fino alla morte. Cerimonie religiose, guerra e politica erano normali tappe della socializzazione di un uomo.

Le esposizioni sono nate da un'idea della curatrice Ella van der Meijden. Questa è la prima mostra sotto la direzione di Bignasca, che ricopre questa funzione da inizio anno. Si possono ammirare tra le altre cose anche una presentazione della fotografa olandese Brigitte Vincken e un incontro di pugilato con un peso massimo professionista.

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SDA-ATS