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Yoko Ono in una foto dello scorso anno.

KEYSTONE/AP/REBECCA BLACKWELL

(sda-ats)

"Imagine", l'iconica canzone di John Lennon, ha una coautrice: la vedova Yoko Ono. La National Music Publishers' Association of America ha aggiunto l'artista ai "crediti" del maggior successo di Lennon da solista.

"È mio speciale onore correggere quanto abbiamo registrato 48 anni fa", ha detto David Israelite, presidente e CEO della NMPA nel corso del gala annuale dell'organizzazione a New York.

Subito prima dell'annuncio e' stata mandata in onda un'intervista di Lennon alla Bbc il cui il musicista rivela la centralità di Yoko nella composizione del brano e il carattere "macho" dell'omissione di questo ruolo dai "crediti".

"Avrebbe dovuto essere una canzone Lennon-Ono perché molto, dalle parole al concetto, era di Yoko. Ma all'epoca ero più egoista e un po' più macho e ho omesso di menzionare il suo contributo. Mentre veniva direttamente da 'Grapefruit', il suo libro".

Nell'intervista Lennon spiega ancora che "se fosse stato David Bowie, avrei messo Lennon-Bowie. Se fosse stato un maschio... Ma quando ho scritto 'Imagine' ho messo solo Lennon perché lei era mia moglie e non importava".

In sedia a rotelle per una malattia "influenzale" Yoko ha participato alla cerimonia accompagnata dal figlio Sean. Né lei né lui si aspettavano l'annuncio. Sulla sua pagina Facebook a fine serata Sean ha detto poi che è stato il giorno in cui si è sentito più orgoglioso e ha raccontato di aver visto la madre in lacrime prima che Patti Smith salisse sul palco per presentare la canzone accompagnata dalla figlia Jessie.

L'aggiunta del nome di Yoko come coautrice ha provocato polemiche oltre ad avere ovviamente risvolti legali. "Non è abbastanza che abbia distrutto la band", ha sparato a zero un fan su Facebook riferendosi alla decisione di John di lasciare i Beatles nel 1970.

Yoko, di cui si ricorda l'affondo legale per impedire a Paul McCartney di cambiare in "McCartney-Lennon" i crediti di alcuni classici nella riedizione del suo album dal vivo "Back in the US" del 2002, è tra gli esecutori dell'eredità di John: dovrebbe dunque aver ricevuto royalties già per quattro decenni, ma i suoi profitti a questo punto aumenteranno?

Raggiunto da Variety a fine serata, Israelite ha spiegato che potrebbe esserci opposizione in futuro a causa dell'effetto domino nella distribuzione dei diritti di autore di "Imagine". In ogni caso l'annuncio significa un prolungamento del copyright: i diritti di autore negli Usa scadono 70 anni dopo la morte dell'ultimo autore, col risultato di continuare a far fruttare il brano ancora per decenni.

SDA-ATS

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