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Donne musulmane in preghiera a Berna.

KEYSTONE/PETER KLAUNZER

(sda-ats)

L'Islam e i musulmani fanno sempre più paura agli Svizzeri. Stando a un sondaggio pubblicato oggi dal SonntagsBlick, il 38% degli intervistati si sente minacciato da questa religione. Nel 2004, una ricerca simile dello stesso settimanale faceva stato del 16%.

Nel 2004, il 76% non si sentiva minacciato. Tredici anni più tardi, tale percentuale è scesa al 53%. Benché la maggioranza non sembri provare timore nei confronti dei musulmani, dal sondaggio eseguito su 1003 intervistati risulta invece un atteggiamento più rigido nei confronti delle tendenze radicali e un maggior controllo nella formazione dei religiosi islamici (imam).

Complice il clima teso degli ultimi anni causato dagli attentati di matrice islamica, per non parlare dell'ascesa del sedicente stato islamico, l'81% degli intervistati sostiene che lo Stato ha un atteggiamento troppo remissivo nei confronti dei predicatori radicali.

Il 76% è favorevole al carcere preventivo per le persone radicalizzate. Le correnti ultraconservatrici come il Salafismo andrebbero vietate. Si tratta di un risultato che fa sobbalzare gli stessi giornalisti del settimanale, poiché in netto contrasto con le tendenza liberali elvetiche in materia di libertà di pensiero.

Il 61% del campione non vuole che l'Islam venga riconosciuto quale religione ufficiale, come le chiese cristiane, mentre un altro 61% vorrebbe proibire il finanziamento delle moschee da parte di entità estere, sia esse pubbliche che private. Oltre all'Arabia Saudita, nel mirino delle critiche figura anche la Turchia.

Con percentuali che vanno dal 55% a poco oltre l'80%, la maggioranza degli intervistati vorrebbe che le prediche degli Imam si tenessero in una lingua nazionale e previo assenso delle autorità. Inoltre, i religiosi dovrebbero venir formati nelle università svizzere, indicando per iscritto di riconoscere l'uguaglianza tra i sessi e la separazione tra chiesa e Stato.

Ieri, nel corso dell'assemblea dei delegati a Thun, il presidente dell'UDC, Albert Rösti, ha chiesto misure più severe nei confronti dei sospetti estremisti islamici. Il consigliere nazionale bernese ha proposto per loro l'espulsione dalla Svizzera o, quando ciò non è possibile, l'internamento.

Rösti ha poi invitato le comunità di musulmani sul territorio elvetico a denunciare alle autorità estremisti, predicatori di odio, così come uomini e donne radicalizzati. A suo avviso, moschee e imam vanno osservati da vicino, monitorando anche il contenuto dei sermoni e intervenendo tempestivamente in caso di comportamenti illeciti.

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SDA-ATS