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È nato poco prima di mezzanotte, dopo una lunga giornata di trattative tra i partiti di maggioranza il governo Tsipras bis, e al cruciale ministero delle Finanze resta Euclid Tsakalotos, l'economista che ha firmato il memorandum tra Grecia e creditori internazionali.

Vicepremier del nuovo esecutivo, che giura stamattina alle 9:30 svizzere e vede molte conferme rispetto al primo governo Syriza-Anel, è nuovamente Yannis Dragassakis.

Nella lista, letta dalla portavoce Olga Gerovasili, c'è anche il ministro supplente delle Finanze Giorgos Choularakis (aveva l'interim a questo portafoglio nel governo pro-tempore di Vassiliki Thanou), che si occuperà dell'applicazione delle riforme previste dal memorandum e dei rapporti con la troika.

Altro ministro supplente delle Finanze, Tryfonas Alexiadis. Tra i ministeri più importanti: Nikos Kotzias agli Esteri, Panos Kammenos alla Difesa, Giorgos Stathakis all'Economia, Panagiotis Kouroumblis agli Interni. Ministro alla Presidenza del Consiglio Nikos Pappas. Ioannis Mouzalas resta ministro dell'immigrazione.

Secondo i media, la trattativa si è incagliata su alcuni ministeri, in particolare quello dell'istruzione. Tsipras ha deciso oltretutto di 'spacchettare' diversi ministeri che a gennaio aveva unificato, ma senza che la loro efficienza migliorasse. Subito dopo il giuramento, il governo si metterà immediatamente al lavoro per occuparsi della crisi del Paese, soprattutto sul cruciale capitolo l'applicazione delle riforme previste dal memorandum, in vista della verifica dei creditori a metà ottobre.

Per il premier c'è subito un impegno a Bruxelles dove lo attendono i capi di stato e di governo dell'Ue per il vertice straordinario sull'immigrazione, insieme al confermato ministro Mouzalas. E prima dell'inizio dei lavori è già previsto un incontro con il presidente della Commissione Jean Claude Juncker. Infatti anche se la missione cruciale è quella di rimettere in piedi l'economia, il neonato esecutivo ha come prima, stringente emergenza quella dell'immigrazione, una situazione che in Grecia resta drammatica.

Nuovi naufragi nell'Egeo - oggi due dispersi - e ben 13 operazioni che hanno tratto in salvo 300 persone sottolineano come gli arrivi continuino, appena rallentati dal maltempo degli ultimi giorni. E proprio a causa del maltempo, ad Atene centinaia di migranti, soprattutto afghani, hanno 'invaso' la stazione della metropolitana di Viktoria, che è rimasta chiusa fino a ieri mattina.

I migranti sono stati portati con pullman all'ex stadio olimpico del taek won do di Palaio Faliro sulla costa ateniese, dove però, ha detto il sindaco locale, Dionysis Hatzidakis, tra due giorni iniziano le attività per ospitare eventi sportivi e quindi gli ospiti dovranno andare altrove, in un campo temporaneo nella zona di Elaionas, dove già ci sono migliaia di profughi.

La zona di Viktoria - dove c'è un'autentica tendopoli - e quella della centrale piazza Omonia sono da settimane la residenza di migliaia di persone in attesa di passaggi verso la frontiera con la Macedonia.

La Grecia identifica coloro che arrivano a Lesbo e Kos, ma anche nella piccola Tilos, che con i suoi 300 abitanti ha offerto oltre 10.000 pasti caldi a migranti giunti sulle sue coste nell'ultimo anno. Quindi li trasferisce nella parte continentale del paese, lasciandoli poi proseguire per il Nord Europa.

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SDA-ATS