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Nato: Rasmussen, mondo è cambiato, vertice cruciale

Il vertice della Nato in programma giovedì e venerdì prossimi in Galles "si terrà in un mondo cambiato" e sarà "summit cruciale nella storia dell'Alleanza". Lo sostiene il segretario generale uscente, Anders Fogh Rasmussen, affermando che "questo è un momento di crisi molteplici su diversi fronti: a est la Russia interviene apertamente in Ucraina e a sud vediamo instabilità crescente, con Stati fragili, conflitti settari, ascesa dell'estremismo".

Per affrontare le sfide, spiega Rasmussen in un briefing, la Nato accrescerà la visibilità della sua presenza a est. Nel vertice sarà approvato un Piano di intervento rapido (Rap, Readiness Action Plan) "per rispondere al comportamento aggressivo della Russia, ma anche per consentire all'Alleanza di rispondere a tutte le sfide alla sicurezza, dovunque esse si presentino".

"Aumenteremo significativamente la capacità della nostra Forza di risposta", afferma Rasmussen, spiegando che sarà sviluppata "quella che noi chiamiamo una 'punta di lancia'", un gruppo di intervento rapido che "includerà diverse migliaia di soldati, pronti a rispondere dovunque necessario, con il supporto di aviazione, marina e truppe speciali".

"Questa forza potrà viaggiare leggera, ma colpire duro se necessario", aggiunge Rasmussen, indicando che tale forza avrà a disposizione "strutture pre-posizionate" e strutture di comando dislocate nei paesi dell'est.

"Il Rap assicurerà che avremo le forze giuste con il giusto equipaggiamento nel posto e nel momento giusto", continua il segretario generale dell'Alleanza. "Questo - aggiunge - significa una presenza più visibile nell'est per tutto il tempo necessario. Faremo la Nato più adatta, veloce e flessibile per adattarla ad ogni tipo di sfida alla sicurezza. Non perché la Nato voglia attaccare nessuno. Ma perché i pericoli e le minacce sono sempre più presenti e più visibili".

E a chi chiede se tale forza potrà "impressionare" Putin, Rasmussen replica: "lo scopo della forza è quello di far sì che ogni potenziale aggressore sappia che siamo pronti a rispondere rapidamente se necessario. La 'punta di lancia' sarà il primo passo e sarebbe naturalmente seguita da forze maggiori se necessario, ma pensiamo che già questa abbia un fortissimo effetto deterrente per ogni potenziale aggressore. Perché se appena pensano di aggredire un alleato, saprebbero che non avrebbero a che fare con le truppe nazionali di quel paese, ma direttamente con truppe Nato".

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