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Naturalizzazione agevolata: sostegno a iniziativa parlamentare

BERNA - Il progetto di naturalizzazione agevolata per gli stranieri della terza generazione, come propone un'iniziativa parlamentare, della consigliera nazionale Ada Marra (PS/VD), ha raccolto un ampio consenso in procedura di consultazione. Tutti i principali partiti si sono detti d'accordo, ad eccezione dell'UDC.
L'ottenimento della nazionalità elvetica ne risulterebbe certamente facilitato, ma non automatico, in quanto l'interessato (o i suoi genitori) dovrebbe farne esplicita richiesta. Si tratta di una differenza sostanziale rispetto ad un progetto analogo respinto in votazione nel 2004 dal 51,6% degli svizzeri.
I nipoti di immigrati potrebbero ottenere il passaporto rossocrociato se sono nati in territorio elvetico e rientrano in certi parametri, ad esempio se nonni e genitori hanno stretti legami con la Svizzera.
L'Unione democratica di centro è contraria. A suo parere si tratta di una concessione quasi automatica della naturalizzazione. Basandosi su statistiche carcerarie e di polizia, relative al numero di delinquenti stranieri, l'UDC considera "assurdo" agevolare la concessione del passaporto svizzero.
Per le altre forze politiche l'agevolazione finirà invece con il favorire l'integrazione degli stranieri di terza generazione, sollecitandoli a mettere al servizio della comunità il loro potenziale di creatività, cultura ed economia.
Il PPD chiede tuttavia che il candidato alla naturalizzazione abbia buone conoscenze di almeno una delle lingue nazionali. Il partito liberale è d'accordo col progetto, che sancisce quanto in pratica avviene già in numerosi cantoni, ma esige una applicazione severa dei requisiti necessari a ottenere la nazionalità.
I Verdi, nella consultazione, sottolineano che malgrado gli stretti legami con la Svizzera, gli stranieri di terza generazione non hanno diritto al soggiorno assicurato e, una volta raggiunta la maggiore età, non dispongono né del diritto di voto, né di eleggibilità.
L'organizzazione sindacale Travail.Suisse si compiace dell'iniziativa parlamentare, poiché mette ordine in una materia in cui ci sono cantoni e comuni che praticano condizioni "ingiuste, scioccanti e arbitrarie" nei confronti di persone che si considerano già svizzere.

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