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Le ricerche all'interno del peschereccio naufragato davanti all'isola di Lampedusa lo scorso 3 ottobre sono state dichiarate ufficialmente concluse nel pomeriggio. "Al termine delle immersioni da parte dei palombari della Marina e dei sub della Guardia Costiera italiana, dei Vigili del Fuoco, della Guardia di Finanza e dei Carabinieri - dicono le Capitanerie - si può affermare che all'interno del peschereccio non sono presenti altri corpi".

Questo non significa che il bilancio attuale - 311 morti, 9 recuperati oggi, e 155 sopravvissuti - sia definitivo e, soprattutto, che le ricerche si fermeranno.

Stando alle testimonianze dei migranti, sul barcone c'erano 518 persone e dunque all'appello ne mancherebbero ancora 52. Corpi che, come dimostrano i due migranti recuperati in mare a 2 miglia dall'isola dei Conigli, potrebbero essere stati portati al largo dalla corrente.

Si andrà dunque avanti a perlustrare il mare, sia con gli aerei e le motovedette, sia con i robot subacquei. Per cercare di recuperare fino all'ultimo essere umano che era su quel barcone.

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SDA-ATS