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Naufragio a Lampedusa, si temono 20 dispersi

Ennesimo naufragio di migranti nel Mediterraneo. KEYSTONE/EPA ANSA/PASQUALE CLAUDIO MONTANA LAMPO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 23 novembre 2019 - 20:35
(Keystone-ATS)

Quando mancava un miglio per arrivare a Lampedusa, il barcone si è capovolto. I soccorritori sono riusciti a mettere in salvo 149 naufraghi. La speranza è che in mare non ci sia più nessuno, ma i sopravvissuti dicono di essere partiti in 169.

Se il numero risponde al vero, all'appello mancano venti persone. Sul molo, dove i naufraghi infreddoliti e coi vestiti fradici attendono che un piccolo pulmino, a gruppi di dieci, li porti al coperto, ci sono due uomini disperati perché le loro mogli non sono mai arrivate sulla terraferma, mentre le motovedette continuano le ricerche con raffiche di Libeccio fino a 23 nodi e onde alte, nel buio pesto della sera, coadiuvate da un aereo che perlustra l'area e dalle forze dell'ordine che ispezionano la costa nell'ipotesi che qualcuno possa aver raggiunto l'isola a nuoto.

I due uomini inconsolabili, un giovane eritreo e un libico, scrutano ogni movimento e prestano l'orecchio a ogni sibilo di motore che arriva dal mare; poi ripassano i volti dei compagni in coda che avanzano lentamente verso l'uscita del molo, avvolti nelle coperte termiche. Il bilancio ufficiale, finora, parla di 149 sopravvissuti, arrivati a un tiro di schioppo dalla meta su una barca di poco più di dieci metri.

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