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Navalny: polizia russa vuole interrogarlo in Germania, dubbi Mosca

L'avvelenamento dell'oppositore russo Alexei Navalny continua a tenere banco KEYSTONE/AP/Pavel Golovkin sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 11 settembre 2020 - 09:58
(Keystone-ATS)

La polizia russa ha annunciato che si recherà in Germania per interrogare l'oppositore russo Alexey Navalny, che secondo Berlino è stato avvelenato da un agente nervino in Siberia a fine agosto. Una tesi finora respinta da Mosca.

Il dipartimento trasporti del ministero russo degli Interni, incaricato di verifiche "preliminari" sull' "ospedalizzazione di Navalny" richiederà che "investigatori russi possano assistere alle attività degli investigatori tedeschi" con Navalny e "di fare domande aggiuntive" al leader dell'opposizione russa, che si trova ricoverato all'ospedale Charité di Berlino.

Secondo un documento del ministero dell'Interno citato dall'agenzia Interfax, la Russia vuole che la Germania permetta alle "agenzie investigative russe che stanno controllando questo incidente" e a "un esperto russo di essere presenti mentre i colleghi tedeschi, i medici e gli esperti svolgono le procedure di indagine" sul caso "nonché che possano fare domande e chiedere chiarimenti".

Mosca: sporco gioco inscenato

"Tutto questo incidente non può non farci pensare ad uno sporco gioco inscenato", ha detto il rappresentante della Russia all'Onu, Vasili Nebenzya, a proposito del presunto avvelenamento del principale avversario politico di Putin, Alexiei Navalny.

Il governo tedesco ha annunciato che, in base alle analisi, Navalny è stato avvelenato con una neurotossina della classe Novichok, sviluppata in Unione Sovietica negli anni '70 e '80, la stessa che secondo la Gran Bretagna fu usata due anni e mezzo fa dall'intelligence russa per tentare di uccidere a Salisbury l'ex spia doppiogiochista Serghiei Skripal.

"Le nostre forze dell'ordine non hanno motivi per aprire un'indagine", ha però affermato Nebenzya commentando le richieste dei Paesi occidentali di fare luce sulla vicenda. "I nostri medici che, a proposito, hanno salvato la vita di Alexiei Navalny, non hanno trovato nessuna arma chimica nelle sue analisi", ha dichiarato il diplomatico russo, secondo cui Mosca non ha ricevuto dalla Germania "prove che permettano di concludere che si sia trattato di un crimine per tentato avvelenamento e quindi di aprire un'indagine". Lo riporta l'agenzia di stampa statale russa Tass.

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