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Navalny esce dal coma farmacologico, Nord Stream 2 a rischio

Il dissidente russo Alexei Navalny è uscito dal coma farmacologico ed è stato staccato dalla ventilazione meccanica. Lo annuncia l'ospedale "Charité" di Berlino, dove l'oppositore russo è ricoverato dal 22 agosto per essere curato dall'avvelenamento da agente nervino. KEYSTONE/AP/Dmitri Lovetsky sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 07 settembre 2020 - 21:11
(Keystone-ATS)

Non è più in coma farmacologico Alexei Navalny, il dissidente russo ricoverato all'ospedale Charité di Berlino dal 22 agosto per avvelenamento. I medici riferiscono che le condizioni cliniche "migliorano" e il paziente è adesso "in grado di reagire agli stimoli".

Resta però la cautela sulla prognosi e sulle possibili conseguenze future del Novichok, l'agente nervino usato - secondo quanto stabilito dalle autorità tedesche - da chi ha tentato di far fuori il principale oppositore di Vladimir Putin in Russia. "Non si possono ancora escludere effetti di lungo periodo", scrivono ancora una volta i sanitari de prestigioso ospedale della capitale, dove il nemico del Cremlino è stato trasportato su richiesta della moglie.

Il risveglio di Navalny arriva nelle ore in cui lo scontro fra Berlino e Mosca vede una nuova escalation. Con un altro messaggio dalla cancelleria: Angela Merkel non esclude più un impatto sulle sorti di Nord Stream 2, il gasdotto che dovrebbe portare il gas russo in Germania e in Europa.

E se Mosca resta apparentemente immobile sulla sua posizione, bollando accuse ed eventuali misure di ritorsione come "assurde", la questione agita tutto l'occidente. È di oggi anche una nuova presa di posizione italiana: il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiesto che la Russia assicuri i responsabili alla giustizia, esprimendo "condanna" e "indignazione". Mentre a Londra è stato convocato l'ambasciatore russo, al quale il titolare del Foreign Office Dominic Raab ha sollecitato indagini perché Mosca "ha risposte da dare" su quanto accaduto "sul suolo russo contro un cittadino russo".

"La Bundeksanzlerin ritiene sbagliato escludere qualcosa", ha risposto invece Steffen Seibert in conferenza stampa a chi gli ha chiesto se Merkel escluda ancora una revisione del (controverso) progetto di gasdotto di cui tanto si è discusso anche in passato. A Berlino si rimanda di nuovo alle consultazioni con gli alleati della Nato e i partner europei: fra le righe, anche su questa delicata decisione, che potrebbe essere la vera arma per colpire lo zar, certamente preoccupato nei giorni in cui il rublo continua a perdere quota.

Seibert ha sottolineato che il gasdotto porterà il gas in Europa, e "anche se viene descritto come un progetto tedesco" viene da realizzato da un consorzio, dove sono presenti imprese di diversi Paesi, ha rimarcato. Sono circa 120, la metà delle quali tedesche.

La politica in Germania continua a discutere anche all'interno, fra favorevoli e contrari allo stop di una costruzione arrivata quasi alla fine: mancano 150 dei 2360 km dell'opera, che costa 9,5 miliardi. E sono diverse le voci, soprattutto fra i socialdemocratici, che sottolineano quanto "costerebbe caro" far saltare la realizzazione di un'opera cruciale a fronte della svolta energetica in Germania, che ha già annunciato l'uscita dal nucleare e dal carbone. Ieri era stato il ministro degli Esteri Heiko Maas ad avvertire i russi dalle pagine della Bild on line: "Spero non ci costringano a cambiare il nostro atteggiamento su Nord Stream 2".

Ma Mosca, dal canto suo, continua a non muoversi di un centimetro: "Di iniziative assurde ora ce ne sono a destra e a manca ma qui è necessario valutare la situazione in modo sobrio. Però ancora una volta ripeto che i tentativi di associare in qualche modo la Russia o la leadership russa a quello che è successo sono inaccettabili e assurdi", ha liquidato la faccenda il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

Nei giorni scorsi da Mosca le accuse sono state platealmente rivoltate, con l'insinuazione che l'avvelenamento sia potuto avvenire in terra tedesca. "La Germania è coinvolta in due modi - ha detto categorico Seibert anche oggi -: medici tedeschi stanno cercando di salvare la vita di Navalny e i tossicologi del centro speciale dell'esercito hanno attestato senza ombra di dubbio la presenza di Novichok nel corpo del paziente. È Mosca che deve chiarire: molte persone nel mondo stanno aspettando le risposte".

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