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Una nave russa è intrappolata da giorni tra i ghiacci dell'Antartide con 74 persone a bordo, mentre i soccorritori a bordo di rompighiaccio ingaggiano una corsa contro il tempo. Sembra la trama di un film d'avventura e invece sta accadendo davvero. E nella notte arriva anche il colpo di scena.

La nave cinese Snow Dragon, la più vicina, quella da cui ci si attendeva aiuto, quando era a sole sei miglia a mezzo è stata bloccata dallo spessore del ghiaccio ed è stata costretta a tornare indietro. La nave MV Akademik Shokalskiy é da martedì scorso bloccata a un centinaio di miglia dalla base francese Dumont D'Urville. Nella notte della vigilia di Natale, mentre navigava, il ghiaccio le si è chiuso all'improvviso intorno allo scafo.

E per i passeggeri a bordo, tra scienziati, turisti e membri dell'equipaggio, quella che doveva essere un missione multinazionale con finalità di ricerca e svago si è trasformata di colpo in un incubo. La MV Akademik Shokalskiy, secondo quanto riportato dal sito del Guardian, stava attraversando un tratto di mare in cui le imbarcazioni possono normalmente navigare in questo periodo dell'anno, dirigendosi verso est per trascorrere una giornata sul ghiacciaio Mertz, quando nei pressi di Stillwell Island, improvvisamente una bufera di neve e venti gelidi ha investito l'area, ghiacciando in breve tempo un vasto tratto di mare, tanto che l'imbarcazione si è ritrovata chiusa in una morsa.

Le autorità marittime hanno ricevuto il segnale di soccorso dalla MV Akademik Shokalskiy mercoledì scorso e inviato la segnalazione a tre navi rompighiaccio. Per prima sarebbe dovuta arrivare già in nottata la cinese Snow Dragon, che è stata invece bloccata dal ghiaccio, come ha annunciato Andrea Hayward-Maher, portavoce per l'Australian Maritime Safety Authority, che sta coordinando il salvataggio.

"Sfortunamente - ha aggiunto - l'operazione di soccorso è fallita". Non si conoscono al momento i tempi di arrivo delle altre due rompighiaccio, la francese Astrolabe e l'australiana Aurora Australis. La nave non rischia comunque di affondare, sottolinea l'edizione online dell'Huffington post e inoltre a disposizione dei 74 passeggeri ci sono sufficienti rifornimenti a bordo per garantire un'autonomia di almeno alcuni giorni.

"Siamo tutti sulle spine, in attesa di sapere quanto tempo ci vorrà", ha detto comunque Chris Turney, sentito al telefono satellitare, prima che la Snow Dragon fosse costretta a abbandonare. "Ma il morale è buono". L'equipaggio, ha raccontato Turney ha dovuto fare i conti con una bufera di neve e venti fino a 70 chilometri all'ora, ma ora il tempo si è calmato, ha ancora detto il capo della spedizione.

Il team scientifico a bordo della nave aveva lasciato la Nuova Zelanda il 28 novembre con l'obiettivo di ripercorrere la rotta della spedizione antartica seguita dall'esploratore australiano Douglas Mawson nel secolo scorso. E nonostante l'interruzione, gli scienziati hanno continuato le loro ricerche, osservando gli uccelli nella zona ed eseguendo perforazioni attraverso il ghiaccio che circonda la nave per fotografare la vita marina. Turney ha assicurato che quando la nave sarà stata liberata, lui e i compagni di viaggio continueranno la loro avventura

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SDA-ATS