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È in pieno svolgimento al Consiglio nazionale il dibattito sul preventivo 2016 della Confederazione. Il progetto governativo è caratterizzato da tutta una serie di tagli alle uscite dovute a una correzione al ribasso del Pil e entrate fiscali stimate al ribasso.

Come prevedibile, l'UDC chiede più mezzi per i pagamenti diretti ai contadini e per l'esportazione di prodotti agricoli trasformati.

La sinistra, pur riconoscendo le difficoltà in questa versa il settore alle prese con una sensibile diminuzione del reddito, giudica inopportuno privilegiare questa categoria di lavoratori a scapito dei dipendenti dell'amministrazione e dell'aiuto allo sviluppo. Vi è margine di manovra, per il PS, per evitare tagli al personale federale.

Stando alla consigliera nazionale Marina Carobbio Guscetti (PS/TI), la situazione finanziaria attuale della Confederazione è imputabile principalmente a una politica fiscale erronea che ha privilegiato, con alleggerimenti di ogni sorta, le imprese e il capitale.

Il preventivo 2016 è già stato esaminato una prima volta dal Consiglio degli Stati che lo ha approvato praticamente senza operare cambiamenti. Rispetto al progetto governativo, le maggiori uscite ammontano a 800 mila franchi. I "senatori" hanno respinto le proposte dell'UDC di 61 milioni supplementari per i pagamenti diretti (2,8 miliardi in totale) e 26,7 milioni (a 94,6 milioni globali) destinati all'export di prodotti agricoli trasformati (cosiddetta "legge sul cioccolato").

La commissione preparatoria del Nazionale ha approvato le proposte di risparmiare questi due settori dai tagli. Visti i rapporti di forza in seno al parlamento, queste richieste dovrebbero essere accolte al plenum.

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SDA-ATS