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BERNA - Il Consiglio nazionale ha iniziato oggi il dibattito sull'iniziativa denominata "per un clima sano". Sostenuta da PS, Verdi e organizzazioni ambientaliste, essa chiede una riduzione del 30% delle emissioni di CO2 entro il 2020 rispetto ai livelli raggiunti nel 1990. Prevede inoltre che a livello legislativo sia messo l'accento sull'efficacia energetica e le energie rinnovabili.
Questo obiettivo è ritenuto troppo impegnativo dal Consiglio federale e dalla commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia (CAPTE), che giudica la modifica costituzionale prevista dall'iniziativa troppo poco flessibile e insostenibile per l'economia svizzera.
Il governo propone un controprogetto indiretto che impegna ad una riduzione delle emissioni di CO2 del 20% soltanto. Per arrivare a ciò sono previste una serie di misure come il mantenimento oltre il 2012 della tassa d'incitazione sul CO2 prelevata sui combustibili, oppure l'introduzione dell'obbligo per produttori e importatori di carburanti fossili di compensare almeno un quarto delle emissioni prodotte.
Il PLR ritiene che l'idea alla base dell'iniziativa sia buona, ma questa "si spinge troppo lontano", ha affermato Filippo Leutenegger (PLR/ZH). Per raggiungere questo obiettivo la Svizzera dovrebbe prendere "misure draconiane" che porterebbero ad una recessione "fatta in casa". Per il PLR si spinge però troppo in là anche anche il controprogetto del governo. Secondo Leutenegger invece di una revisione totale della legge sul CO2, sarebbe stato meglio attuare una "piccola revisione".
Contrari all'iniziativa, ma favorevoli al controprogetto, sono invece PPD e BDP. Le misure previste dal progetto del Consiglio federale permettono di arrivare più agevolmente ad una riduzione delle emissioni di CO2 rispetto a quelle proposte dall'iniziativa, ha affermato Sep Cathomas (PPD/GR).
Hans Killer (UDC/AG) si è da parte sua detto convinto che le nuove tecnologie consentiranno di ridurre i gas a effetto serra e "per questo non abbiamo bisogno né di una legge, né di un'iniziativa".
Opinione non condivisa dallo schieramanto rosso-verde, che parla addirittura di benefici per l'economia. La riduzione di CO2 permetterà di creare migliaia di posti di lavoro, ha spiegato Ursula Wyss (PS/BE), dato che è previsto il sostegno alle energie rinnovabili. I Verdi sottolineano la sensibilità che un Paese alpino come la svizzera dovrebbe avere per le questioni climatiche. "Con lo scioglimento dei ghiacciai perdiamo una parte del nostro capitale turistico", ha affermato Franziska Teuscher (Verdi/BE).
Il dibattito riprenderà venerdì mattina.

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SDA-ATS