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Al parlamento deve essere concesso un diritto di veto sulle ordinanze emanate dal Consiglio federale, quando contengono disposizioni che non sono conformi alla volontà del legislatore. Con 127 voti contro 34, il Consiglio nazionale ha accolto oggi un'iniziativa parlamentare del gruppo UDC. La parola spetta ora agli Stati.

L'iniziativa del deputato Thomas Müller (UDC/SG) chiede una modifica della legge sul parlamento affinché le Camere federali possano opporre un veto semplice alle ordinanze del governo, senza possibilità di modificarle. La richiesta di veto deve essere formulata da un quarto dei deputati di entrambi i consigli (50 membri del Nazionale e 12 degli Stati) e approvata dalla maggioranza semplice dei due rami del parlamento.

Il processo legislativo si conclude con le votazioni finali in parlamento. Al termine di questa fase, il Consiglio federale ha il compito di emanare disposizioni esecutive sotto forma di ordinanza. Nella maggior parte dei casi questa trasposizione non pone alcun problema. Tuttavia, può capitare che un'ordinanza contenga disposizioni che non rispettano integralmente la volontà popolare, si legge nelle motivazioni dell'iniziativa.

Nel diritto attuale, il parlamento può correggere questa situazione unicamente attraverso l'inoltro di un nuovo intervento, con il quale si chiede una modifica della legge. Tuttavia, si tende sempre più a fissare norme di delega che lasciano al Consiglio federale un eccessivo margine di manovra.

La commissione delle istituzioni politiche del Nazionale aveva proposto di dar seguito all'iniziativa. Gli Stati l'avevano invece respinta. Secondo la Camera dei cantoni, tale strumento rappresenta un'invasione di campo troppo importante nelle competenze dell'esecutivo: un duro colpo insomma alla separazione dei poteri. Vi è inoltre il rischio di rallentare l'iter decisionale.

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SDA-ATS