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Con 99 voti contro 67 e due astensioni il Consiglio nazionale ha adottato stamane una mozione che costringe il Consiglio federale a rivedere le sue recenti decisioni per fare diminuire il prezzo dei medicamenti. Per la maggioranza dei deputati l'industria farmaceutica deve godere di maggiori prerogative. Il Consiglio degli Stati deve ancora pronunciarsi.

Il testo, elaborato dalla Commissione della sicurezza sociale e della sanità (CSS) dello stesso Nazionale, chiede una maggiore collaborazione tra Consiglio federale e industria farmaceutica. Incarica il governo di trovare, in comune con gli assicuratori e i fabbricanti di farmaci, una "soluzione consensuale concernente l'esame del carattere economico dei medicinali", ha spiegato a nome della CSS Ignazio Cassis (PLR/TI).

Il governo lo scorso 21 marzo ha rivisto le modalità del raffronto delle tariffe dei farmaci elvetici con quelle praticate all'estero. Il confronto con prodotti equivalenti è stato limitato. Avverrà solo se il medicinale svizzero non è disponibile nel paese di paragone, ciò che è raro.

Cassis ha ricordato che la mozione è stata elaborata nel pieno della crisi economica quando l'industria farmaceutica ha dovuto fare i conti con un sensibile calo del fatturato a causa del crollo dell'euro rispetto al franco. La maggioranza della CSS non capisce la "via solitaria" scelta dal governo di fronte al desiderio di industria e assicuratori malattia di cercare soluzioni consensuali.

Una minoranza si è invano opposta a un sostegno accresciuto all'industria farmaceutica. Jacqueline Fehr (PS/ZH) ha chiesto provocatoriamente se un settore che offre salari molto elevati ai dirigenti, che registra fatturato in crescita e che versa sostanziosi dividendi agli azionisti abbia veramente bisogno dell'aiuto dello Stato.

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SDA-ATS