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Il Consiglio nazionale ha iniziato oggi le discussioni sulla modernizzazione della rete elettrica svizzera. I maggiori pomi della discordia concernono l'importanza da accordare al sostegno all'energia idroelettrica e l'interramento delle linee ad alta tensione.

Con 94 voti contro 90 e 4 astenuti, la Camera del popolo ha così deciso che le linee con una tensione nominale inferiore a 220 kV devono essere posate come cavi interrati se i costi aggiuntivi non superano il triplo di quelli della variante aerea. La minoranza - UDC e PLR - riteneva invece che il doppio era sufficiente.

Con 128 voti contro 58 e una astensione, la camera ha anche deciso che l'interramento parziale o completo delle linee può avvenire anche se il fattore costi aggiuntivi è superiore a tre, ma solo se un terzo si assume l'importo eccedente (e quindi non il consumatore finale). La sinistra avrebbe voluto seguire la proposta del Consiglio federale che autorizza una spesa superiore se ciò consente di attenuare notevolmente l'impatto sulla zona direttamente interessata.

L'altro aspetto controverso, il sostegno all'idroelettrico, verrà formalmente trattato domani. Oggi durante l'entrata in materia il tema è però già stato a lungo discusso.

Eric Nussbaumer (PS/BS), a nome della commissione preparatoria, ha sostenuto la necessità di legiferare rapidamente per trovare una soluzione transitoria che consenta di rafforzare la produzione idroelettrica. La manutenzione e l'estensione delle capacità delle dighe svizzere sono infatti complicate dai bassi prezzi dell'elettricità.

La commissione propone quindi che l'elettricità di base fornita ai consumatori provenga unicamente da centrali svizzere che producono corrente da fonti rinnovabili. Non è però chiaro quanto ciò costerà alle economie domestiche. Le organizzazioni dei consumatori e le associazioni di categoria hanno già espresso dubbi sulla soluzione proposta e anche la ministra dell'energia Doris Leuthard l'ha criticata.

Per questo motivo il Consiglio nazionale dovrebbe domani approvare una proposta di Christian Wasserfallen (PLR/BE) che mira a dividere in due il progetto. Il Parlamento potrebbe così proseguire l'esame del dossier per quel che concerne la ristrutturazione e l'ampliamento delle reti elettriche.

L'altra parte della strategia, ossia le nuove regole per il servizio universale, verrebbero invece rinviate in commissione allo scopo di chiarire le conseguenze delle proposte commissionali. Non si possono prendere decisioni senza conoscere l'impatto dei costi sui piccoli consumatori, ha sostenuto Christian Imark (UDC/SO).

La soluzione uscita dalla commissione è una evoluzione della decisione del Consiglio degli Stati che per noi è inaccettabile, ha da parte sua affermato Roger Nordmann (PS/VD), contrario al rinvio in commissione. Quanto adottato dalla Camera dei cantoni equivale al sovvenzionamento delle grandi aziende da parte delle famiglie, ha sostenuto il vodese.

Doris Leuthard ha invece chiesto la bocciatura sia della versione uscita dagli Stati, sia di quella proposta dalla commissione del Nazionale. Queste idee non hanno posto in questa revisione: sono una "fregatura" per le PMI e per le famiglie.

I dibattiti, interrotti verso le 18.30, riprenderanno domani.

SDA-ATS

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