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Le bevande alcoliche potrebbero essere autorizzate anche nelle aree di servizio

(sda-ats)

I ristoranti e i negozi situati nelle aree di servizio autostradali dovrebbero essere autorizzate a vendere bevande alcoliche. È l'opinione del Consiglio nazionale che oggi ha approvato una mozione in tal senso della Commissione dei trasporti.

Il dossier passa agli Stati.

Secondo il testo, il diritto in vigore è contrario al principio della libera concorrenza. I commerci delle aree di servizio sono fortemente penalizzati, poiché i loro concorrenti situati appena dopo le uscite autostradali possono vendere bevande alcoliche.

In nessuno dei Paesi limitrofi vige un simile divieto. Inoltre, la vendita e la mescita di bevande alcoliche non sono nemmeno vietate dalla legge federale sulle strade nazionali.

Sempre secondo la mozione della commissione, coloro che consumano bevande alcoliche al ristorante di un'area di servizio autostradale sono per la maggior parte passeggeri e non si mettono al volante essi stessi. Si tratta di turisti che viaggiano in torpedone o di ospiti di alberghi che si rimettono in viaggio soltanto l'indomani.

Non tutti - in particolare a sinistra - si sono però detti favorevoli a questa modifica. Philipp Hadron (PS/SO) ha sottolineato i rischi legati alla sicurezza. Secondo uno studio del 2016, citato in una presa di posizione dall'Ufficio prevenzione infortuni (upi), il 13% di tutti gli incidenti autostradali gravi è riconducibile all'alcol. "Non stiamo parlando dell'acquisto di spiedini all'area di servizio, ma della sicurezza delle strade", ha detto ancora Hadorn.

La presidente della Confederazione Doris Leuthard ha invece difeso la mozione, sottolineando che secondo gli ultimi dati la maggioranza degli incidenti non avviene in autostrada, ma all'interno delle località. Inoltre, le entrate autostradali al giorno d'oggi sono molto frequenti e un divieto solamente lungo queste vie di comunicazioni semplicemente non ha senso.

SDA-ATS

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