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La Corte penale neocastellana ha confermato oggi la condanna per violazione del segreto d'ufficio di un sergente maggiore della polizia cantonale, peraltro presidente del sindacato degli agenti di polizia.

Al sottufficiale sono state inflitte 30 aliquote giornaliere di 170 franchi l'una, sospese per due anni. Gli è stato rimproverato di aver pubblicato su Facebook un commento in relazione alla distruzione di un radar, nonché di aver informato i media del ferimento di agenti di polizia durante un intervento a Môtiers.

Confermando la condanna inflitta nel maggio 2016 dalla corte di primo grado, la presidente della Corte penale cantonale ha sottolineato che gli agenti di polizia devono osservare un dovere di riserbo superiore rispetto ad altri funzionari statali.

In prima istanza, il funzionario di polizia aveva affermato di essersi espresso in quanto cittadino per quel che riguarda il danneggiamento del radar e di essere intervenuto nel secondo caso in veste di presidente del sindacato.

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SDA-ATS