Il Tribunale criminale di La Chaux-de-Fonds (NE), confrontato con una vicenda criminale di rara portata, ha condannato oggi il principale imputato per un traffico di varie centinaia di chilogrammi di cocaina e marijuana a otto anni di reclusione.

Il ricorso della difesa è certo, quello del ministero pubblico assai verosimile. Contro altri tre imputati la Corte ha pronunciato rispettivamente una pena detentiva di 33 mesi da scontare e due pene sospese.

I quattro sono stati riconosciuti colpevoli, in particolare, di infrazioni gravi alla legge sugli stupefacenti e riciclaggio di denaro, reati commessi all'interno di una banda più vasta dedita al traffico internazionale di droga.

Secondo l'atto d'accusa, i quattro imputati hanno partecipato alle attività illecite tra maggio 2011 e settembre 2015. Hanno sfruttato sotterfugi per far consegnare centinaia di chilogrammi di cocaina dall'America Latina all'Europa oltre che per far passare in Svizzera, da Albania e Kosovo, centinaia di chilogrammi di marijuana.

Gli stupefacenti erano nascosti tra merci lecite trasportate in container per via marittima e aerea: il trucco consisteva nel far passare i carichi per fiori, asparagi, gamberetti, filetti di pesce persico, mobili o, ancora, funghi. I quattro sono stati arrestati nel 2015 dopo una lunga inchiesta. Il processo, quello "del secolo" nel canton Neuchâtel secondo la stampa locale, si è aperto lunedì e si è svolto sotto severa sorveglianza di polizia.

Il verdetto non convince né la difesa né l'accusa.

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