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Il luogo dove è stata ritrovato il cadavere, a 25 chilometri da La Chaux-de-Fonds.

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(sda-ats)

L'uomo di 31 anni processato da ieri per aver ucciso la moglie il 6 gennaio 2015 a La Chaux-de-Fonds (NE) è stato riconosciuto colpevole di assassinio. Gli sono stati inflitti 18 anni di reclusione.

La colpevolezza dell'imputato è estremamente pesante e il modo con cui ha agito è atroce, ha dichiarato oggi, dando lettura della sentenza, il Tribunale criminale delle Montagne e della Val-de-Ruz. Il legale dei parenti della vittima di 24 anni e il pubblico ministero avevano chiesto l'ergastolo.

La coppia, di origine maghrebina ma di nazionalità francese, sposata dal giugno 2014, si era stabilita nell'ottobre 2015 nella città neocastellana, proveniente dall'Alsazia. Il 13 dicembre la moglie aveva lasciato il domicilio coniugale e chiesto asilo in un centro d'accoglienza per donne. Dal 6 gennaio non era stata più vista.

La scomparsa era stata denunciata dai suoi genitori due giorni dopo. Un procedimento era stato subito avviato contro il marito, l'ultima persona in contatto con la donna. Il corpo di quest'ultima era stato ritrovato due mesi dopo in un bosco situato presso il villaggio di Charquemont (F), nel dipartimento del Doubs, a circa 25 km da La Chaux-de-Fonds.

In un primo tempo, prima di ritrattarsi, il marito aveva ammesso di aver strangolato la moglie e di averla annegata nella vasca da bagno. Le aveva poi rasato la testa, prima di abbandonare il corpo nudo nel bosco oltre confine.

SDA-ATS