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"È un'emozione che si prova abbastanza raramente ed è quella di riportare in vita qualcuno che 4000 anni fa cercava l'immortalità". È un fiume in piena Angelo Sesana, archeologo da un vita e ora a capo della missione del centro di egittologia Francesco Ballerini che sta scavando sulla riva occidentale di Luxor, quella della valle dei re e delle regine nell'area corrispondente al tempio del faraone Amenhotep II, che regnò nella diciottesima dinastia, fra il 1427-1401 avanti Cristo.

Oggi il ministero dell'antichità egiziana ha dato l'annuncio che la sua missione ha trovato una necropoli ed un gruppo di vasi canopi, che racchiudevano le interiora mummificate dei defunti, in perfette condizioni. In realtà gli scavi condotti da Sesana nella stessa zona durano da quindici anni e sono stati fortunati per ammissione dello stesso archeologo e orientalista.

"Quando abbiamo cominciato gli scavi la zona era solo una montagna di detriti. Non sapevamo nemmeno con certezza che cosa avremmo trovato. Sapevamo da informazione di archeologi di fine Ottocento che lì era ubicato il tempio di Amenhotep II figlio di Tutmosi III", racconta Sesana, ricordando che nella zona, che copre 12 chilometri quadrati, l'ultimo a "grattare" più che scavare seriamente col metodo scientifico dei giorni nostri era stato l'archeologo inglese William Matthew Flinders Petrie. Il suo scavo risale al 1894-1895. "Da allora lì non ha scavato più nessuno", osserva l'archeologo, spiegando che l'attività della missione è di ripulitura, di scavo e di definizione della planimetria dell'area nella quale sono sorte necropoli in varie epoche anche precedenti alla costruzione del tempio del faraone.

La missione di Sesana ha individuato sepolture che vanno dal medio regno, 1800 avanti Cristo, passando per il terzo periodo intermedio, 1000-700 avanti Cristo, fino all'epoca tolemaica.

I vasi canopi appartengono alla tomba probabilmente di una donna. Risalgono al periodo fra il 1075-664 avanti Cristo e, racconta Sesana, erano disposti due su un lato e due sull'altro della sepoltura all'interno della quale sono stati trovati un sarcofago e lo scheletro. Sono anonimi, spiega Sesana. "Ma un'altra volta, ed è stata un'emozione così forte che mi sono messo a saltare, ho ritrovato i vasi canopi con l'iscrizione del nome del defunto. Era lo stesso il cui sarcofago avevo individuato ben sei anni prima".

"È un anno di bellissime scoperte. Cinque giorni fa abbiamo trovato la tomba di un bambino, con un piccolo sarcofago in terracotta e il vasellame, ciotole e piattini stupendi. Risale al medio regno, 1800 avanti Cristo. Un altro unicum è la rampa monumentale che stiamo consolidando. È grandiosa, scenografica", si infiamma Sesana, che domani rientrerà in Italia. Ma l'appuntamento resta con Luxor e il suo tempio da scoprire.

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SDA-ATS