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Horst Mahler, co-fondatore del gruppo terroristico di estrema sinistra Rote Armee Fraktion (Raf), passato in seguito all'estrema destra e condannato più volte per aver negato l'Olocausto, si è dato alla fuga per sottrarsi a una pena detentiva.

Mahler, che oggi ha 81 anni, ha spiegato in un video diffuso su Internet di voler chiedere asilo in un altro Paese. Si troverebbe già all'estero.

Mercoledì sarebbe dovuto rientrare nel carcere di Brandeburgo sulla Havel, nell'Est della Germania, dove sta scontando dal 2009 una pena a dieci anni di carcere per istigazione all'odio e negazionismo. Nell'estate del 2015 la pena gli era stata sospesa, in quanto malato di diabete.

Mahler è una delle figure più controverse degli ultimi decenni in Germania: nel 1969 difese in tribunale Andreas Baader e Gudrun Ensslin, insieme ai quali fondò poco dopo la Raf. Nel 1970 venne condannato a 14 anni di carcere per diverse rapine in banca e per aver contribuito a pianificare la liberazione di Baader dal carcere. A difenderlo in tribunale furono Otto Schily, poi ministro degli Interni tedesco dal 1998 al 2005, e Hans Christian Stroebele, in seguito esponente di spicco dei Verdi.

Dopo aver preso le distanze dal terrorismo ed esser stato rilasciato, nel 1980, riottenne la licenza da avvocato grazie all'aiuto del suo nuovo legale, il futuro cancelliere Gerhard Schroeder. Una decina di anni dopo Mahler si è avvicinato all'estrema destra ed è entrato nella Npd, il più noto partito della destra radicale in Germania.

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SDA-ATS