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Le carceri svizzere continuano ad essere sovraffollate, in particolare in Romandia. A lanciare l'allarme è la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), che in un rapporto pubblicato oggi stima in 720 i posti mancanti in Svizzera per l'esecuzione delle pene in istituto chiuso.

In molti stabilimenti carcerari del paese sono stati avviati progetti di ingrandimento che porteranno tuttavia solo circa 600 nuovi posti. "I cantoni devono quindi prevedere interventi supplementari", sottolinea in una nota la CDDGP, facendo notare come la situazione sia difficile anche per quanto riguarda le strutture per il trattamento dei criminali con turbe psichiche, dove mancano 209 posti.

È in Svizzera romanda che appare più urgente correre ai ripari. Nei cantoni che aderiscono al Concordato latino mancano infatti circa 500 posti, stimano gli esperti consultati dalla CDDGP. Questi ultimi ricordano comunque che la maggior parte degli interventi pianificati - per un totale di 445 posti - verrà realizzata nei cantoni che aderiscono a questa convenzione, sottoscritta anche dal Ticino.

Secondo la CDDGP, all'origine del sovraffollamento delle carceri c'è la tendenza da parte dei tribunali a pronunciare sempre più spesso sentenze che prevedono pene e misure da scontare in un istituto chiuso. "Parallelamente diminuisce il numero delle scarcerazioni". La carenza - precisa la CDDGP - è quindi da ricondurre in primo luogo alla modifica della giustizia penale e più in generale della percezione del concetto di sicurezza da parte della società.

È chiaro che d'ora in poi la pianificazione deve andare oltre i limiti dei concordati, conclude la CDDGP, annunciando da parte sua la volontà di fare il punto della situazione ogni anno.

SDA-ATS