Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

KATHMANDU - L'Assemblea costituente è stata prorogata per un altro anno dai partiti nepalesi riuniti per una maratona notturna. A quanto riferiscono i media locali, l'emendamento contenente il nuovo mandato è stato approvato con 585 voti a favore e 5 contrari, ben oltre la maggioranza di due terzi prevista nel caso di riforme costituzionali.
L'Assemblea costituente, che svolge anche la funzione di parlamento, giungeva a scadenza naturale allo spirare della mezzanotte del 28 maggio, termine entro il quale doveva essere varata la nuova Costituzione.
In mancanza di un accordo tra forze al governo e opposizione maoista, il Nepal sarebbe caduto in una sorta di limbo legislativo con ripercussioni sul processo di pace avviato nel 2006. Gli ex ribelli che sono in maggioranza nell'assemblea avevano chiesto la testa del premier Madhav Kumar Nepal in cambio del loro appoggio alla proroga dell'assemblea.
Dopo un lungo braccio di ferro e massicce dimostrazioni che hanno bloccato Kathmandu, il primo ministro ha accettato di farsi da parte e di acconsentire la formazione di un governo di un'unità nazionale dove siederanno i maoisti. Nepal si dimetterà nei prossimi giorni.
Le condizioni dettate dagli ex ribelli sono contenute in un'intesa in tre punti siglata ieri sera con i partiti della coalizione.
Intanto, in un comizio a Kathmandu, i leader del partito maoista hanno presentato una bozza di carta costituzionale. La "Costituzione del popolo" prevede un presidente come capo dell'esecutivo, un parlamento monocamerale e 12 stati federali.

SDA-ATS