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Un sindacalista e collaboratore della Nestlé è stato ucciso sabato a Bugalagrande, in Colombia, mentre quattro impiegati locali del gruppo portavano avanti uno sciopero della fame. La protesta è stata organizzata per chiedere al gigante del ramo alimentare di rispettare il contratto collettivo di lavoro firmato col sindacato Sinaltrainal.

Proprio Sinaltrainal aveva ricevuto minacce di morte dall'organizzazione paramilitare "Los Urabeños", ha annunciato oggi Multiwatch, organizzazione che vigila sul controllo dei diritti umani nelle multinazionali svizzere.

Contattato dall'ats, il gruppo elvetico ha confermato la morte del dipendente in Colombia. "Le autorità stanno indagando sui fatti", ha spiegato un portavoce. Nestlé "condanna tutti gli atti di violenza e spera che sarà possibile identificare e arrestare i colpevoli", ha aggiunto.

Multiwatch accusa la multinazionale di delegittimare e diffamare Sinaltrainal. Un'attitudine pericolosa per i sindacalisti che diventano bersaglio dei paramilitari, secondo l'ONG. Quattordici dipendenti Nestlé sono già stati uccisi in Colombia e altri sono sopravvissuti ad attentati o hanno lasciato la regione in seguito a minacce.

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SDA-ATS