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La Nestlé, leader mondiale nel settore alimentare, ha aumentato il giro d'affari del 2% a 109,7 miliardi di franchi nel 2010. L'utile netto ha invece avuto una straordinaria esplosione, passando dai 10,4 miliardi di franchi del 2009 a 34,2 miliardi. Il motivo di questa impennata è il ricavo della vendita delle restanti partecipazioni in Alcon, pari a 24,5 miliardi, andate al gruppo farmaceutico basilese Novartis, ha sottolineato l'azienda vodese in un comunicato odierno.

Al di fuori di questo aspetto eccezionale, l'utile netto della multinazionale con sede a Vevey risulta in calo, a 9,7 miliardi. A livello organico si evidenzia una crescita del volume d'affari del 6,2% e una crescita interna reale del 4,6%. Anche quest'anno Nestlé dovrà fare i conti con la volatilità del prezzo delle materie prime, ma al di là di ciò la multinazionale si considera ben messa per affrontare un clima improntato all'incertezza.

Facendo leva sul proprio dinamismo, Nestlé si dice fiduciosa di poter realizzare una crescita organica del suo fatturato compresa tra 5 e 6%, sulla scia degli obiettivi fissati da qualche anno.

"Nel 2010 abbiamo realizzato un altro anno di forte avanzata in termini di crescita organica e di margini, sorpassando il mercato", ha commentato l'uomo forte Nestlé, Paul Bulcke, citato nel comunicato.

Forte dell'utile netto straordinario, il gruppo propone un dividendo in aumento del 15,6% rispetto all'anno prima, a 1,85 franchi per azione.

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SDA-ATS