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Neuchâtel: petizione, de Pury era schiavista, togliere sua statua

La statua di de Pury a Neuchâtel. KEYSTONE/SANDRO CAMPARDO sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 09 giugno 2020 - 15:25
(Keystone-ATS)

Una petizione online chiede di smantellare la statua a Neuchâtel di David de Pury, commerciante arricchitosi nel Diciottesimo secolo che dà anche il nome alla principale piazza della città romanda.

La rivendicazione giunge sulla scia delle proteste contro il razzismo scatenate dalla morte dell'afroamericano George Floyd, avvenuta durante un arresto della polizia di Minneapolis. De Pury viene definito dai promotori dell'iniziativa uno "schiavista".

Il testo, rivela Arcinfo, si rivolge alle autorità federali, al cantone e alla città. Da poco lanciata, la petizione aveva raccolto stamane quasi 400 firme, secondo il conteggio di Change.org.

De Pury è considerato un benefattore per Neuchâtel, dove è nato nel 1709. Alla sua morte infatti - era il 1786 - la città ha ereditato la sua fortuna, realizzando un gran numero di opere. Tuttavia, per gli autori della petizione "si tratta di denaro guadagnato col sangue di persone di colore africane, costrette in schiavitù".

Pertanto, prosegue il testo, "è nostra responsabilità contestare questa eredità e rifiutare che una persona che ha contribuito alla sofferenza di oltre 55'000 schiavi sia considerata un benefattore". I firmatari chiedono dunque che il monumento in bronzo in suo onore, situato nella centrale Place Pury, sia tolto e sostituito con una placca commemorativa. Questa dovrebbe omaggiare chiunque "ha subito e subisce ancora oggi il razzismo e la supremazia bianca".

Nell'ambito delle manifestazioni in Europa scaturite dall'uccisione di Floyd, i dimostranti se la sono presa più volte contro statue di personaggi giudicati simboli del razzismo o del colonialismo. In Belgio, è stata imbrattata quella di re Leopoldo II, reo di aver spremuto e amministrato brutalmente il Congo. A Bristol, Inghilterra, è stata scardinata, calpestata e buttata nelle acque del porto quella di Edward Colston, un mercante coinvolto nello schiavismo.

Questioni del genere non sono comunque una novità per Neuchâtel. Nel 2019 l'Espace Louis-Agassiz, situato alla facoltà di lettere, è stato rinominato Tilo Frey (1923-2008), in memoria della donna di colore (era nata in Camerun), che, nel 1971, è stata una delle prime elette nel Parlamento federale.

Louis Agassiz (1807-73), biologo e glaciologo di fama mondiale, aveva promosso tesi segregazioniste e scritto testi impregnati del cosiddetto razzismo scientifico. Per questo, le autorità cittadine avevano ritenuto improprio che uno spazio pubblico portasse il suo nome, malgrado il grande apporto fornito durante la sua carriera universitaria a Neuchâtel.

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