Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Nulla da fare per i pescatori ticinesi: il Consiglio federale non vede infatti di buon occhio la cattura nei fiumi di prede con ami dotati di ardiglione, "arpione" che impedisce lo sfilamento del pesce. Per questo, il Governo raccomanda alle Camere di respingere una mozione del consigliere nazionale Fabio Regazzi (PPD/TI).

Il deputato ticinese, tra l'altro appassionato cacciatore e pescatore, giudica contraddittorio il fatto che l'Ordinanza concernente la legge federale sulla pesca permetta l'uso di questi ami negli specchi d'acqua, ma non nei fiumi, e ciò benché la pesca in questi luoghi rappresenti a Sud delle Alpi una tradizione consolidata.

Esprimendosi anche a nome della Federazione Ticinese per l'Acquicoltura e la Pesca, Regazzi domanda una modifica della legge affinché il cantone possa concedere un'ulteriore deroga al divieto di massima dell'ardiglione contenuto nell'ordinanza sulla protezione degli animali (Opan).

Ma per il Consiglio federale, la pesca senza ardiglione "rispetta il benessere dell'animale e consente ai pescatori di proteggere in maniera efficace le specie protette, i pesci di piccola taglia, così come gli individui ecologicamente importanti per le popolazioni naturali". Ai cantoni non va quindi lasciata completa libertà in fatto di deroghe al divieto di massima, poiché tale passo annullerebbe il principio di divieto dell'ardiglione stesso.

Per l'Esecutivo, inoltre, il divieto di questi ami nei fiumi non poterà alla scomparsa di forme tradizionali di pesca nel Ticino, come la cosiddetta "montura" o "imbragatura"; questa particolare tecnica dovrà "adattarsi alle nuove disposizioni".

Neuer Inhalt

Horizontal Line


Sondaggio svizzeri all'estero

Sondaggio

Cari svizzeri all'estero, le vostre opinioni contano

Sondaggio

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.









SDA-ATS