Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Potrebbe cominciare già nei prossimi giorni il parziale, e graduale, rilascio della metà delle oltre 200 studentesse rapite da Boko Haram in Nigeria. E sarebbe il risultato di una 'concessionè da parte del gruppo estremista islamico che avrebbe abbandonato la richiesta di liberazione per i suoi alti comandanti nello 'scambio di prigionierì, nella consapevolezza che sarebbe politicamente impossibile per le autorità nigeriane soddisfarla.

Sono i dettagli che emergono da indiscrezioni raccolte dal britannico Sunday Telegraph, che cita fonti vicine al gruppo islamico e che potrebbero sbloccare il destino delle ragazze tenute in ostaggio da oltre un mese, da quando furono rapite in massa dalla loro scuola di Chibok, nello stato di Borno, nel nord-est del Paese.

I Boko Haram sarebbero quindi pronti a cominciare già nei prossimi giorni un rilascio graduale delle ragazze in cambio della liberazione di alcuni appartenenti al gruppo islamico che si trovano nelle prigioni nigeriane, ma non di alti comandanti del gruppo. Sarebbero piuttosto mogli e familiari di combattenti insieme con figure di più basso profilo dell'organizzazione: "Il gruppo ha compilato una lista di figure di più basso profilo per cui chiede la liberazione", precisano le fonti citate dal Daily Telegraph.

Se quest'ultima proposta dovesse andare in porto, i Boko Haram rilascerebbero quindi fino a 100 delle ragazze. Forse già a partire dall'inizio della settimana, con le liceali che verrebbero lasciate "in un luogo sicuro e le autorità avvertite con indicazioni su dove trovarle".

Sembrerebbe quindi che, nonostante le dichiarazioni ufficiali con cui le autorità nigeriane hanno escluso la possibilità di negoziare con gli islamisti, una trattativa segreta sarebbe in corso da diversi giorni.

Sempre il Telegraph aveva nei giorni scorsi segnalato la possibilità di un rilascio imminente, con fonti vicine a famiglie militanti nel gruppo islamico che avevano parlato anche della nomina di un mediatore per il governo, un islamico del nord del Paese che sarebbe nel frattempo stato affiancato da qualcuno un tempo vicino ad uno dei fondatori di Boko Haram. Nomi non se ne fanno, per sicurezza, ma le fonti non hanno dubbi: "Un accordo è già stato raggiunto due o tre giorni fa".

Intanto prendono corpo anche gli aiuti messi a disposizione da alcuni Paesi nella ricerca delle liceali: oggi è partito da una base aerea del Lincolnshire, in Inghilterra, uno dei velivoli di sorveglianza - un Sentinel R1 della Raf - che Londra ha messo a disposizione, così come avevano fatto gli Stati Uniti. Mentre ieri cinque capi di Stato africani riuniti a Parigi hanno 'dichiarato guerrà ai Boko Haram.

Insieme con il presidente francese François Hollande hanno adottato un piano d'azione regionale per combattere il gruppo islamista e che prevede il coordinamento dei servizi, lo scambio di informazioni, una regia unitaria per lotta al gruppo islamista, la sorveglianza delle frontiere, una presenza militare attorno al lago Ciad e una capacità d'intervento in caso di pericolo.

Per le ragazze nigeriane nelle settimane scorse è sorta una campagna internazionale di mobilitazione che ha coinvolto tra gli altri la first lady Usa Michelle Obama e la studentessa pakistana Malala sotto l'hashtag #BringBackOurGirls.

SDA-ATS