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L'attacco sferrato lunedì da Boko Haram in una città nel nord-est della Nigeria, vicino al confine con il Camerun, ha causato un "bilancio di circa 300 morti". Lo hanno riferito Ahmed Zanna, senatore della regione, e testimoni.

I testimoni hanno raccontato di aver visto più di 100 cadaveri nella città di Gamboru Ngala. Il bilancio delle vittime potrebbe ancora aumentare.

Gamboru Ngala si trova nello Stato del Borno, roccaforte storica di Boko Haram, gruppo estremista che ha rivendicato il rapimento di più di 200 ragazze nella stessa regione.

Secondo le testimonianze degli abitanti, gli assalitori, giunti nella città in pieno giorno a bordo di veicoli blindati e di furgoni con le insegne della polizia e dell'esercito, hanno dato fuoco al mercato, all'ufficio della dogana, al commissariato di polizia e a quasi tutti i negozi della città.

L'uso da parte dell'esercito di milizie private costituite da civili per la lotta contro Boko Haram, ha spinto gli estremisti a colpire le popolazioni locali.

Ora, "Boko Haram incolpa interi villaggi (...) a volte uccidendo fino a 200 a 300 uomini e donne locali" per vendicare la complicità dei civili con i militari, ha commentato il ricercatore francese Marc-Antoine Perouse de Montclos.

SDA-ATS