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Il governo nigeriano ha rivelato che sono in corso contatti con "membri dirigenti" del gruppo fondamentalista Boko Haram per "mettere fine all'insurrezione nel nord del Paese", insanguinato dal 2009 da numerosi attentati, soprattutto contro la comunità cristiana. Lo ha annunciato il ministro degli Affari speciali ed intergovernativi, Kabiru Turaki.

A condurre, per il governo, le trattative è il Comitato presidenziale per il dialogo e la risoluzione pacifica del conflitto nel nord, un organismo istituito dal presidente Goodluck Jonathan e la cui direzione è stata affidata allo stesso Turaki.

Al comitato è stato chiesto di ricercare una pace duratura nel nord. Già in passato Abuja aveva cercato di trovare forme di dialogo con il gruppo integralista, tentativi ai quali Boko Haram non ha mai risposto. Lo scenario ora, secondo Turaki, è cambiato, anche se al momento la definizione data dal ministro agli interlocutori, "membri dirigenti", non chiarisce completamente il loro profilo e, quindi, il seguito che essi hanno in seno alla setta, caratterizzata dalla ferocia delle sue azioni e dall'intransigenza nei confronti del governo centrale, al quale ha anche chiesto che la sharia sia posta all'interno della Costituzione.

La violenza del gruppo fondamentalista, oltre che contro la comunità cristiana, si è indirizzata anche contro i musulmani (cinque fedeli uccisi, il 6 ottobre durante una preghiera in una moschea di Maiduguri) o contro civili (42 studenti del campus universitario di Gujba massacrati il 29 settembre).

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SDA-ATS