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Ancora sangue in Nigeria, dove sembra non si ferma l'ondata di violenza che da metà aprile insanguina il paese. Oggi un duplice attentato ha colpito la città di Kaduna, nel nord del Paese, causando la morte di almeno 42 persone. Obiettivi degli attacchi, un leader islamico molto critico nei confronti dei fondamentalisti di Boko Haram e un ex capo di stato già minacciato più volte dal gruppo islamista. Entrambi sono rimasti illesi. In città le autorità hanno immediatamente imposto un coprifuoco di 24 ore.

Il primo attentato è avvenuto intorno alle 12:30 causando 25 morti. Un kamikaze si è fatto esplodere contro il convoglio di Sheikh Dahiru Bauchi, un religioso musulmano che spesso ha condannato il gruppo armato islamista Boko Haram. Dahiru Bauchi è rimasto illeso.

Qualche ora dopo, una seconda esplosione ha colpito il quartiere di Kawo, a pochi chilometri dal luogo del primo attacco, causando altri 17 morti. Quest'ultimo attentato aveva come obiettivo Muhammadu Buhari, capo militare della Nigeria tra il 1983 e il 1985 e attuale leader dell'opposizione, anche lui uscito illeso dall'attacco.

Entrambi gli attacchi non sono stati rivendicati da Boko Haram, ma ci sono pochi dubbi sulle responsabilità. I "talebani nigeriani" hanno già tentato di assassinare diversi leader religiosi della regione.

Da metà aprile, la Nigeria è teatro di una recrudescenza della violenza ad opera del gruppo armato islamista, che ha intensificato il ritmo degli attacchi, moltiplicando massacri di civili, attentati sanguinosi e rapimenti, tra cui il rapimento di massa di oltre 200 liceali nel nord est del paese.

I paesi dell'area hanno deciso di unirsi per fronteggiare la minaccia. Quattro stati costieri sul lago Ciad hanno deciso di costituire "una forza multinazionale armata" per combattere la minaccia in "crescita" di Boko Haram, hanno annunciato fonti ufficiali. Niger, Nigeria, Ciad e Camerun si sono impegnati a fornire 700 soldati alla forza.

Cinque capi di stato africani (Nigeria, Niger, Camerun, Benin e Ciad) hanno adottato a metà maggio a Parigi, con il sostegno dell'Occidente, un piano di "guerra" contro il gruppo islamico, che comprende "una presenza militare intorno al lago Ciad" e "capacità di reazione in caso di pericolo".

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SDA-ATS