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Nigeria: violenze interreligiose, Onu evoca crimini contro umanità

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 gennaio 2012 - 13:46
(Keystone-ATS)

L'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha lanciato un appello affinché si ponga fine della violenza settaria in Nigeria ed affermato che membri di Boko Haram ed altri gruppi e entità "potrebbero essere dichiarati colpevoli di crimini contro l'umanità".

Per la Pillay i membri del gruppo islamico "Boko Haram e di altri gruppi ed entità, se giudicati responsabili di aver commesso attacchi estesi o sistematici contro una popolazione civile - anche per motivi religiosi o etnici - potrebbero essere dichiarati colpevoli di crimini contro l'umanità", si legge in una nota pubblicata a Ginevra.

Atti deliberati che conducono alla "pulizia" della popolazione sulla base della religione o dell'etnia "equivarrebbero ad un crimine contro l'umanità", ha detto l'Alto Commissario. "Non deve esserci impunità", ha aggiunto, reagendo ai nuovi gravi episodi di violenza etnica e religiosa in Nigeria con vittime nel nord "musulmano" ed nel sud "cristiano".

La Pillay ha esortato i leder nigeriani nazionali, locali, religiosi e di opinione "a compiere uno sforzo deciso e concertato per fermare la spirale di violenza settaria scatenata da una serie di recenti attacchi da parte del gruppo Boko Haram". Per l'Alto Commissario i leader devono parlare con una "sola voce" per calmare una situazione "pericolosa" prima che finisca "fuori controllo". Per Pillay infatti "tutti sarebbero perdenti se il gruppo Boko Haram riuscisse nel suo obiettivo di seminare discordia tra musulmani e cristiani" o Nord e Sud.

L'Alto Commissario ha espresso preoccupazione anche per le recenti vittime durante le proteste contro il taglio dei sussidi statali alla benzina ed ha esortato le autorità a indagare sui fatti e assicurare che sarà evitato l'uso eccessivo della forza.

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