BERNA - Vanno prese misure per evitare la fuga di persone altamente specializzate formate in Svizzera e provenienti da Paesi che non fanno parte dell'Unione europea (Ue) o dell'Associazione europea di libero scambio (AELS). La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati non vuole tuttavia spingersi fino a concedere ai laureati extracomunitari un lasso di tempo di sei mesi dalla fine degli studi per trovare un impiego.
La commissione propone al plenum di stralciare questa disposizione dalla revisione legislativa appena adottata dal Consiglio nazionale perché va contro "un principio fondamentale della legge sugli stranieri che fa dipendere l'autorizzazione di soggiorno da un permesso di lavoro o da una formazione". Lo hanno indicato oggi i servizi del Parlamento.

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