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Nobel pace: 'scomparsà moglie del vincitore Liu

Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2010 - 17:39
(Keystone-ATS)

PECHINO - Dissidenti cinesi e attivisti dei gruppi umanitari hanno espresso oggi preoccupazione per la sorte di Liu Xia, la moglie di Liu Xiaobo, il dissidente detenuto al quale è stato conferito il premio Nobel per pace. Dalla notte scorsa nessuno è riuscito a parlare con la donna, che ieri è partita da Pechino per Jinzhou, la città del nordest della Cina nella quale è detenuto il marito.
"Il nostro timore - ha affermato Nicholas Becquelin, ricercatore basato ad Hong Kong del gruppo umanitario Human Rights Watch - è che finisca in una sorta di arresti domiciliari di fatto, come è successo ad altri familiari di dissidenti imprigionati". Becquelin ha ricordato il caso di Zeng Jinyan, moglie del dissidente detenuto Hu Jia, che ha trascorso mesi nel suo appartamento di Pechino senza poter ricevere visite ed è controllata a vista dalla polizia. "La stessa Liu Xia - ha sottolineato - ha affermato di essere partita da Pechino contro la propria volonta"'.
Ieri, la moglie del premio Nobel aveva affermato di essere felice di poter comunicare la notizia a Liu Xiaobo ma aveva aggiunto che la stavano "portando via" per impedirle di parlare con la stampa internazionale e con altri dissidenti. Sia il cellulare della donna che quello di un parente che l' accompagna risultano oggi "fuori servizio". Un gruppo umanitario di esuli cinesi ad Hong Kong, il Centro per l' informazione sui diritti umani e la democrazia in Cina, ha affermato che l'incontro tra il vincitore del Nobel per la pace e la moglie avrà luogo domani. Il gruppo ha citato come fonte uno dei fratelli di Liu Xia. "È possibile che incontri il marito - ha precisato Becquelin - ma quello che preoccupa è quello che succederà dopo".
Il dissidente Wang Jinbo sostiene di aver saputo dalla stessa fonte che Liu Xia è "partita per Jinzhou accompagnata dalla polizia". Liu Xia, questo il timore espresso dagli attivisti, potrebbe restare sotto il contro degli agenti del Public Security Bureau, la polizia politica cinese, probabilmente in una località lontana da Pechino. Liu Xiabo, 54 anni, è in prigione dal 2008 e nel 2009 è stato condannato ad 11 anni di reclusione per "istigazione alla sovversione". L' accusa si è basata sul ruolo da lui ricoperto nell' elaborazione di Carta08, un documento a favore della democrazia che è stato sottoscritto da migliaia di cittadini cinesi.

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