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Il parlamento non dovrebbe promuovere una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla riforma dell'imposizione delle aziende. Con 8 voti contro 4 e 2 astenuti, l'Ufficio del Consiglio nazionale ha respinto oggi un'iniziativa parlamentare in questo senso di Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL).

La vertenza riguarda le perdite fiscali provocate dalla riforma dell'imposizione delle imprese II, accettata quattro anni or sono dal 50,5% dei votanti. Tali perdite si quantificano in miliardi di franchi, mentre l'opuscolo esplicativo del Consiglio federale parlava di una "leggera diminuzione degli introiti fiscali" pari a circa 84 milioni di franchi.

La sinistra era salita sulle barricate, ritenendo che il popolo fosse stato ingannato. Sia il Consiglio federale che il Tribunale federale non hanno però voluto ripetere o annullare la votazione. Anche il Nazionale e la sua commissione della gestione si erano opposti a quest'idea.

Ora, Susanne Leutenegger Oberholzer (PS/BL) vorrebbe almeno sapere se vi è stata una volontà deliberata di fornire ai cittadini cifre inesatte o se si è effettivamente trattato di un errore di valutazione. La deputata socialista vuole anche sapere chi è il responsabile del "pasticcio": il Consiglio federale, l'ex ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz o eventuali consulenti esterni.

Dal canto suo, la ministra delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf aveva ammesso le lacune nell'elaborazione del progetto e dell'informazione destinata ai cittadini. Tuttavia - a suo modo di vedere - tali lacune sono state identificate e non dovrebbero più ripetersi.

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SDA-ATS