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Norman Gobbi si vede come intermediario tra regioni linguistiche

Con la sua decisione di optare per un "ticket" a tre, l'UDC ha chiaramente testimoniato la sua volontà di rafforzare la coesione interna del Paese. È quanto dichiarato dal ticinese Norman Gobbi, contattato in serata dall'ats.

In quanto rappresentante della Svizzera italiana, il leghista potrebbe anche assumere una sorta di funzione di intermediario in seno al Consiglio federale tra le due altre regioni linguistiche. "Sono collegiale", ha aggiunto il leventinese in una prima presa di posizione alla scelta preliminare della direzione del gruppo parlamentare UDC in vista dell'elezione del Consiglio federale.

Il consigliere di Stato 38enne è inoltre convinto che la sua età non rappresenti un "handicap". Dirige già da cinque anni il Dipartimento delle istituzioni cantonale e ha già acquisito esperienza come consigliere nazionale.

In Ticino, secondo Gobbi, esistono dei problemi che possono anche aumentare di importanza su scala nazionale. Come consigliere federale, potrebbe dare nuovi orientamenti in materia di libera circolazione delle persone, di criminalità transfrontaliera e di rapporti con l'Unione europea, ha affermato.

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