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Norvegia: domani processo, Breivik ne farà un "circo"

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 aprile 2012 - 18:51
(Keystone-ATS)

Non è pentito, forse non è clinicamente pazzo e si prepara a trasformare il suo processo in un circo mediatico, nella tribuna politica per proporsi al mondo come il martire dell'odio xenofobo, come il nuovo crociato.

Dopo quasi nove mesi di cella d'isolamento, Anders Behring Breivik domani sarà nell'aula maggiore del tribunale di Oslo per affrontare il processo come autore delle stragi del 22 luglio scorso a Oslo e Utoya in cui uccise 77 persone, fece centinaia di feriti, cancellò una generazione di giovani laburisti e spezzò le certezze del paese che credeva nella libertà e nella tolleranza. Per preparare il terreno, Breivik ha fatto sapere a Dagbladet, uno dei tre principali quotidiani del paese, che nel 2009 voleva colpire con un attentato il presidente degli Stati Uniti Brack Obama che andava ad Oslo per ricevere il Nobel per la pace.

Rinunciò solo perchè lo giudicò, nella sua lucida follia, obiettivo troppo difficile da raggiungere. Più facile, due anni dopo, uccidere tanti adolescenti a sangue freddo. Il furgone-bomba che con 500 chili di esplosivo artigianale devastò il centro di Oslo, distraendo la polizia mentre l'assassino attaccava l'isola di Utoya, Breivik lo piazzò sotto il palazzo del governo, a poche centinaia di metri dalla sede del tribunale che domani sarà presa d'assalto da oltre 800 giornalisti accreditati da tutto il mondo.

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