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Per aver dissimulato i gravi effetti secondari di diversi medicinali, Novartis è stata sanzionata dal ministero giapponese della sanità: l'azienda farmaceutica basilese si è vista ingiungere il divieto di esercitare l'attività su suolo nipponico per una durata limitata. Le conseguenze finanziarie di questa decisione dovrebbero risultare gestibili, ha indicato oggi Novartis, che l'aveva messa in conto nel suo ultimo rapporto annuale.

I prodotti incriminati in Giappone sono i medicinali destinati a lottare contro la leucemia, Glivec e Tasigna, ma vi è anche Afinitor, un rimedio contro il cancro al seno. Quanto alla durata della sospensione, Novartis non fornisce alcuna indicazione. L'agenzia di stampa nipponica Kyodo, citando fonti vicine al dossier, parla di una quindicina di giorni.

Lo scorso luglio il gruppo renano si era scusato per non aver informato, entro i termini prescritti, sugli effetti secondari dei suoi ritrovati terapeutici Glivec e Tasigna. Già in aprile Novartis aveva sostituito i principali dirigenti della sua filiale giapponese, dopo la vicenda dei test clinici manipolati.

All'inizio del 2014 Novartis era pure finita sotto la lente per una denuncia dei ministero della sanità di Tokyo, per pubblicità menzognera ed esagerata riguardante un medicinale contro l'ipertensione, il Diovan.

Il Giappone è il secondo più importante mercato farmaceutico al mondo: Lo scorso anno Novartis ha venduto medicinali per 3,7 miliardi di franchi.

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SDA-ATS