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TEHERAN - L'Iran è d'accordo per tornare al tavolo dei negoziati sul nucleare, ma prima porrà le sue condizioni per "punire e fare pentire" le grandi potenze che hanno approvato nuove sanzioni contro Teheran. Lo ha detto oggi il presidente Mahmud Ahmadinejad in un discorso pubblico trasmesso dalla televisione di Stato.
Dopo il varo della risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, il 9 giugno scorso, le grandi potenze hanno rivolto un appello a Teheran per riprendere le trattative.
"Anche noi - ha risposto oggi Ahmadinejad - vogliamo negoziati, ma abbiamo delle condizioni. Vogliamo punirvi e poi tornare al tavolo delle trattative. E le nostre condizioni saranno rese note presto".
"Il vostro - ha aggiunto il presidente iraniano - è un gioco politico. Voi lo avete cominciato e ora tocca a noi. La nazione iraniana agirà in modo che il nemico si pentirà".
Il leader iraniano, in risposta ad un comunicato del Presidente Obama - in cui esortava la comunità internazionale a sostenere gli iraniani che "si battono per la libertà, la giustizia e la dignità" - ha poi aggiunto che "La più violenta repressione politica è negli Stati Uniti. Là la stampa non può scrivere dei crimini del regime sionista (Israele, ndr), la gente non è libera di tenere raduni di protesta contro uomini politici, molta gente vive in miseria mentre altri si arricchiscono saccheggiando i beni della nazione".
"Tra gli obiettivi della nazione iraniana d'ora in poi vi sarà quello di salvare il popolo americano dal suo governo repressivo", ha concluso Ahmadinejad, dopo avere condannato le parole di Obama come una "interferenza" negli affari interni iraniani.

SDA-ATS