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I negoziatori iraniani seguono quanto indicato dalla Guida suprema Ali Khamenei nei colloqui sul nucleare e non ammetteranno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) nei siti militari né interviste con gli scienziati nucleari.

Le precisazioni, da parte del ministro degli Esteri Javad Zarif e del suo vice Abbas Araqchi, giungono dopo un'audizione dei due in parlamento, ieri, sugli sviluppi dei colloqui.

Zarif, riporta l'agenzia Irna, ha anche sottolineato che l'Iran ha già permesso interviste con gli scienziati e accesso ai siti richiesti con il precedente governo, senza che l'Aiea trovasse prove di attività nucleari non pacifiche. Mentre Araqchi ha ribadito il no a ispezioni nei siti militari dopo aver detto invece, secondo indiscrezioni, che sarebbe stato permesso agli ispettori un accesso 'controllato' ai siti militari.

"Abbiamo fornito ai parlamentari - ha precisato Araqchi - le procedure previste dal Protocollo aggiuntivo (del Trattato di non proliferazione nucleare che l'Iran si è impegnato a firmare, ndr) sull'accesso controllato ai siti non nucleari e sulle misure" contro rischi di spionaggio.

I media iraniani forniscono altri elementi sul confronto, a tratti arroventato. Un deputato ultraconservatore avrebbe per esempio indirettamente accusato Zarif di 'tradimento' delle indicazioni di Khamenei, mentre un altro ha precisato che per accesso controllato ai siti militari si intende il prelievo di campioni nelle loro vicinanze. Il presidente del Parlamento Ali Larijani avrebbe detto da parte sua che l'adozione del protocollo aggiuntivo richiede il via libera dello stesso parlamento.

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SDA-ATS