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Con lo storico accordo sul nucleare, gli Stati Uniti e l'Iran hanno compiuto i "primi passi" per ridurre le ostilità, ma nonostante l'intesa "le distanze, i disaccordi, la mancanza di fiducia, non andranno via presto".

Lo ha detto il presidente iraniano, Hassan Rohani, in un'intervista al programma '60 Minutes' della Cbs. Il presidente si è poi detto fiducioso che il Parlamento iraniano e il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale approveranno l'accordo.

"La maggior parte dei cittadini, nei sondaggi, ha una visione positiva dell'accordo", ha proseguito Rohani. "Istituzioni come il Parlamento e il Consiglio Supremo per la Sicurezza non sono molto lontane dall'opinione pubblica e si muovono in questa direzione", ha aggiunto. Secondo il presidente iraniano, anche la potente Guardia Rivoluzionaria, di cui alcuni membri hanno criticato l'accordo, "rispetterà l'intesa" una volta che l'Iran l'avrà approvata.

Rohani ha poi aggiunto di non essere contrario a una sorta di scambio di prigionieri con gli Stati Uniti. L'Iran detiene alcuni americani, tra cui il corrispondente del Washington Post, Jason Rezaian, che ha la doppia cittadinanza. Le autorità iraniane hanno detto che vogliono la libertà per i concittadini detenuti negli Usa, alcuni dei quali sono stati incarcerati con l'accusa di aggirare le sanzioni degli Stati Uniti a Teheran.

Alla domanda se sosterebbe uno scambio di prigionieri, Rohani ha risposto: "Non mi piace particolarmente la parola 'scambio', ma da un punto di vista umanitario, se siamo in grado di fare un passo, dobbiamo farlo. La parte americana deve fare i propri passi".

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SDA-ATS