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Nuova Zelanda: 1 anno fa strage Christchurch, 'siamo cambiati'

A un anno dalla strage KEYSTONE/AP/Mark Baker sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 16 marzo 2020 - 09:44
(Keystone-ATS)

La Nuova Zelanda e la sua gente sono cambiate fondamentalmente e si sono più strettamente integrate con la comunità musulmana, nell'anno trascorso da quando un suprematista bianco australiano ha ucciso 51 fedeli che pregavano in due moschee di Christchurch.

Lo ha detto la prima ministra Jacinda Ardern durante una preghiera comune con membri delle due moschee, alla vigilia del primo anniversario. Una cerimonia nazionale di commemorazione era in programma domenica 15 marzo, ma è stata poi cancellata per evitare la diffusione del coronavirus.

"La sfida per noi sarà di assicurare che nelle nostre azioni di ogni giorno - e in ogni occasione in cui assistiamo a bullismo, molestie, razzismo e discriminazione - siano denunciate da tutti come nazione", ha aggiunto Ardern, che ha descritto il 15 marzo di un anno fa come "uno dei giorni più oscuri della nazione".

"La maniera in cui diamo insegnamenti ai nostri figli, in cui ci comportiamo sul posto di lavoro, in cui rispondiamo a razzismo e discriminazione, è il meglio che possiamo fare per onorare la memoria delle vittime", ha aggiunto.

La cerimonia di commemorazione, che avrebbe attratto a Christchurch diverse migliaia di persone anche dall'estero, è stata cancellata perché "la Nuova Zelanda ha bisogno di un approccio di precauzione", ha poi detto Ardern.

L'uomo accusato degli attacchi, l'australiano Brenton Tarrant, 29 anni, sarà processato a giugno con accuse di terrorismo, omicidio e tentato omicidio. Se dichiarato colpevole la condanna sarebbe l'ergastolo.

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