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Nuova Zelanda: miniera; continua trapanatura, si prepara robot

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 novembre 2010 - 07:18
(Keystone-ATS)

SYDNEY - I soccorritori in Nuova Zelanda sperano di avere entro oggi un quadro più chiaro delle condizioni dentro una miniera crollata dopo un'esplosione in profondità venerdì scorso, quando sarà completata la trapanatura di un foro esplorativo.
Ventinove minatori sono ancora intrappolati nella miniera di carbone di Pike River, nell'isola del sud, e con loro non si è avuto finora alcun contatto.
I soccorritori non possono ancora entrare nella miniera a causa della forte concentrazione di gas tossici, rivelata dai campioni prelevati finora.
Il foro di 15 cm di diametro dovrà raggiungere la profondità di 160 metri, dove si ritiene che si trovino i minatori. Sarà quindi possibile prelevare campioni di aria per analizzare i livelli di gas tossico nel tunnel e usare un cavo a fibra ottica per vedere le condizioni nell'area.
Intanto i militari stanno approntando un robot telecomandato e munito di telecamera, specialmente concepito per evitare la minima scintilla che possa dar fuoco ai gas accumulatisi nella miniera. Lo ha detto il comandante della polizia Gary Knowles, sottolineando che il congegno sarà attivato "solo quando ne avremo la capacità e potrà essere fatto senza pericolo".
A ravvivare le speranze dei familiari in attesa presso la miniera, è intervenuto oggi il premier John Key, secondo cui ci sono "buone probabilità" che i minatori siano vivi.
"Secondo le informazioni che ho ricevuto, vi è ossigeno nella miniera e vi è ogni possibilità che siano riusciti a raggiungere quel flusso di ossigeno e che quindi siano vivi", ha detto.

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