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Nuovi aerei militari: Maurer per rinuncia, DRS

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 ottobre 2009 - 10:01
(Keystone-ATS)

BERNA - Il ministro della difesa Ueli Maurer avrebbe proposto al Consiglio federale di rinunciare all'acquisto di nuovi aerei da combattimento, preferendo concentrarsi sui bisogni dell'esercito di terra: lo ha riferito ieri sera la radio della Svizzera tedesca DRS, citando "ambienti bene informati". Il portavoce del governo André Simonazzi ha confermato che la questione è stata ieri all'ordine del giorno dell'esecutivo, ma non ha voluto fornire precisazioni.
Motivo della rinuncia sarebbe la mancanza di soldi. In un primo tempo il Dipartimento della difesa (DDPS) voleva stanziare 2,2 miliardi di franchi per acquistare 33 aerei, in sostituzione della vecchia flotta dei Tiger F-5. Poi si è scesi a 22. Secondo gli ultimi calcoli con la somma a disposizione si potrebbero però comperare non più di una dozzina di apparecchi.
Il Consiglio federale ha rimandato la decisione sull'acquisto, in attesa di disporre del nuovo rapporto sulla sicurezza. Il governo dovrebbe scegliere tra il Gripen del gruppo svedese Saab, il Rafale del francese Dassault e l'Eurofighter del consorzio europeo EADS (D,I,GB,E).
Prime reazioni sono state raccolte ieri sera dalla rubrica informativa della TV svizzerotedesca "10 vor 10". Il consigliere nazionale zurighese Bruno Zuppiger, esperto dell'UDC in materia di sicurezza, ha affermato di poter accettare una rinuncia: i soldi investiti nel nuovo aereo verrebbero fortemente a mancare a diversi settori dell'esercito di terra che ne hanno urgentemente bisogno.
Sul fronte opposto, il suo collega Verde di Zugo Jo Lang ha indicato che una rinuncia soddisferebbe le esigenze del Gruppo per una Svizzera senza esercito, di cui è un esponente di spicco. Il GSsE potrebbe in tal caso decidere di ritirare la sua iniziativa popolare, consegnata lo scorso 8 giugno alla Cancelleria federale con 107'787 giudicate valide. Il testo esige una moratoria di 10 anni sull'acquisto, che andrebbe dal primo gennaio 2010 al 31 dicembre 2019.
La commissione sicurezza del Consiglio nazionale ha già discusso una eventuale aquisizione a tappe. Gli esperti giudicano tuttavia l'idea poco conforme allo scopo.

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