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Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ritiene che il nuovo decreto americano anti-immigrazione costituisca un miglioramento rispetto al primo progetto.

Dal punto di vista del diritto internazionale pubblico, "esso solleva meno interrogativi" rispetto al bando annunciato in gennaio dal presidente americano Donald Trump.

Allora il responsabile del DFAE Didier Burkhalter aveva parlato di "contromisure contrarie alle Convenzioni di Ginevra, che andavano chiaramente nella direzione sbagliata".

Nella versione rivista del decreto non sono più soggetti al bando coloro che - pur venendo da Libia, Iran, Somalia, Sudan, Siria e Yemen - dimostrano di avere un legame stabile negli Stati Uniti, di natura famigliare o di lavoro. Per questo motivo il nuovo decreto di ingresso negli Usa rivolto ai sei Paesi a maggioranza musulmana pone meno problemi dal punto di vista del diritto internazionale, e in particolare della Convezione di Ginevra sui rifugiati, ha dichiarato oggi all'ats il DFAE.

In tutte le misure prese nella lotta contro il terrorismo devono essere garantiti i diritti fondamentali. Deve essere in particolare rispettato il divieto di discriminare delle persone a causa della loro religione o della loro provenienza, ha aggiunto il DFAE.

SDA-ATS