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Una eventualità talmente devastante che "cambierebbe il mondo". È la minaccia del terrorismo nucleare, "la minaccia più grande" secondo Barack Obama.

Il presidente degli Stati Uniti, per fermarla, chiede agli oltre 50 leader provenienti da altrettanti Paesi a Washington per il Nuclear Security Summit di rafforzare l'impegno e di non abbassare la guardia. Uno sforzo comune necessario, "una sfida del 21esimo secolo che nessun Paese può vincere da solo".

Con queste parole e questo appello Obama vuole anche mettere il sigillo alla sua iniziativa sulla sicurezza nucleare lanciata nel 2009 e che è passata attraverso il negoziato con l'Iran fino alla sfida lanciata dall'Isis che caratterizza la conclusione del suo mandato presidenziale.

Così, se per ridurre i rischi del terrorismo nucleare il presidente Usa riconosce "passi avanti tangibili", se ricorda che i terroristi fino ad ora non si sono appropriati di materiale nucleare, allo stesso tempo il rischio che l'Isis o altri gruppi invertano la tendenza è concreto.

E allora: "Non c'è dubbio che se mai i folli dovessero mettere le loro mani su materiale nucleare, quasi sicuramente lo utilizzerebbero per uccidere il maggior numero possibile di persone innocenti. L'unica difesa efficace contro il terrorismo nucleare è di mettere in sicurezza tale materiale per garantire che non arrivi nelle mani sbagliate".

In mente, per tutti, c'è l'Isis e se ne parla anche in una sessione speciale a margine del summit, prevista da tempo ma che assume un "senso di urgenza" indubbio dopo gli attacchi a Bruxelles dello scorso 22 marzo. Per Obama è l'occasione di fare il punto con la presenza a Washington dei leader dei paesi più impegnati nella lotta.

Ieri ne ha parlato in bilaterale con il presidente François Hollande, ribadendo l'urgenza di fermare il terrorismo. I due hanno parlato anche di Libia, con Obama che si è detto convinto della necessità di solidificare una struttura nel Paese che impedisca all'Isis di utilizzare quel territorio come futura roccaforte".

Nuovo impegno quindi e nuovo impulso, nel tentativo di lasciare il segno, sebbene non è chiaro quale direzione prenderà la strada tracciata. Un punto Obama però lo ha messo e, per ora, è fermo: a Washington è l'occasione di parlare anche dell'accordo con l'Iran sul suo programma nucleare. Il presidente Usa lo definisce un "sostanziale successo", esempio di quanto la comunità internazionale unita può conseguire. Gli iraniani, ha aggiunto, "stanno cominciando a vederne i benefici".

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SDA-ATS